Sul palco di Faenzi riappare Verdini omaggi al coordinatore Pdl indagato
pubblicato il 14 marzo 2010 su La Repubblica Firenze
L´avversaria di Rossi in stile militar-chic: "La mia
Toscana è diversa dalla sua" Indagato per corruzione, il dirigente Pdl viene
omaggiato quando scende in platea "Sì
alle fonti alternative e rinnovabili ma niente pregiudiziali sul
secondo rigassificatore" SIMONA POLI
Non indossa l´elmetto ma ha una giacca mimetica, stile
militar-chic, la candidata alla presidenza della Toscana per il
centrodestra Monica Faenzi, ieri comiziante in piazza della Repubblica
insieme al suo vice designato Riccardo Migliori, al ministro Altero
Matteoli e al coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini. Al centro
dell´inchiesta sul G8, dove è indagato per corruzione, Verdini è
omaggiatissimo sul palco e abbracciatissimo quando scende in mezzo alla
platea, qualche centinaio di persone messe a dura prova dal pessimo
impianto acustico che rende a tratti impossibile decifrare il labiale.
Sia Migliori che Matteoli lo ringraziano per il lavoro svolto a Roma e
sottolineano come la sua presenza stia ad indicare il forte impegno
profuso nella campagna elettorale, «nonostante tutto». Parlando, in
privato, con un gruppetto di amici Verdini affronta la questione del suo
interrogatorio e dei rapporti con Riccardo Fusi, ex presidente della
Btp: «Siamo amici da sempre, è ovvio che cerchi di aiutarlo, ho rotto le
scatole a tanta gente, a Matteoli gli ho fatto una testa così
figuriamoci. Però non sono suo socio, non mi ha mai venduto quote, se mi
spendo per Fusi è solo per affetto e stima. Se potessi telefonargli ci
andrei a cena anche stasera e molto volentieri», racconta. «Comunque
aspetto che passi la bufera, non c´è altro da fare. Sono sereno, ho la
coscienza a posto». In tanti gli stringono le mani, qualcuno dice in
bocca al lupo, molti lo salutano con una pacca sulle spalle, "non te la
prendere Denis, tartassano anche Berlusconi con i processi, finirà
presto vedrai».
La candidata dice di averci fatto il callo: «Lo
sappiamo ormai che ogni volta che si vota fioccano le inchieste»,
commenta. «Ormai non ci facciamo più caso». Faenzi segue il copione
collaudato in un mese di incontri pubblici in giro per la Toscana. Per
prima cosa attacca Rossi, colpevole tra l´altro di rifiutarle il faccia a
faccia che fin dal primo giorno gli chiede ossessivamente: «Rossi è
come Biancaneve, che dieci anni fa ha mangiato la mela e solo adesso si
sveglia e si rende conto che la Toscana è distrutta. Il suo programma è
una grande presa in giro, annuncia un cambiamento che solo chi non ha
mai governato questa regione ha il diritto di invocare». Lei, per
esempio. «La mia Toscana è diversa, perché è lo smantellamento del
regime, del sistema. La mia Toscana è un inno alla libertà,
all´opportunità, la mia vittoria sarebbe un´occasione storica per
voltare pagina». Poi il programma: «Voglio abolire l´addizionale sul
bollo auto, ridurre gli sprechi di risorse come la Festa della Toscana e
l´assessorato al Perdono, avvicinare la Regione ai cittadini, far
capire a chi neppure la conosce che si tratta di un´istituzione che può
occuparsi dei loro interessi». Non si sottrae al confronto sulla sanità:
«Tremonti ha reso merito a Rossi per aver messo i conti in ordine ma il
ministro forse non sa che l´obiettivo è stato raggiunto tagliando le
guardie mediche e i presidi periferici», spiega. «Io sogno un sistema
sanitario a misura umana». Matteoli spinge l´acceleratore sulla
necessità di partecipare al voto e chiede ai cattolici di centro di
sostenere Faenzi: «L´Udc ha fatto una sua scelta ma credo che il suo
elettorato sia sostanzialmente ascrivibile al centrodestra quindi
dobbiamo fare un appello al voto utile», dice. Guadagnandosi la piccata
replica di Francesco Bosi, candidato presidente per il partito di
Casini: «La favoletta del voto utile in Toscana fa davvero sorridere.
Sarebbe stato meglio se Matteoli avesse pensato per tempo a spronare il
Pdl a fare opposizione in Regione anziché accordi sottobanco come quello
sulla legge elettorale. Chi è causa del suo mal pianga se stesso».
Migliori, al solito, pacifica gli animi e raggruppa intorno a Faenzi
nella foto di rito tutti i presenti, compresi Paolo Marcheschi e Anna
Maria Celesti, candidati per il consiglio regionale a Firenze e a
Pistoia, che distribuiscono volantini come se le preferenze ci fossero
ancora.