Bertolaso&c, lŽaffare emergenze ecco la fabbrica degli stipendi dŽoro
pubblicato il 14 marzo 2010 su La Repubblica
Boom di gettoni straordinari, spesi 10 miliardi in
nove anni L´inchiesta
Il giro delle ordinanze facili Pochi invece i fondi
investiti per la prevenzione Corsie
preferenziali per terremoti, ma anche convegni, gare sportive e visite
del Papa PAOLO
BERIZZI
ROMA - Ci
sono eventi e eventi, nell´Italia dell´emergenza continua e delle
ordinanze a pioggia. Alcuni calamitosi. Altri che non lo sono per
niente. Ma che, per la Protezione civile, erano e sono da ritenersi
"grandi eventi". Gare ciclistiche, regate, mondiali di nuoto,
beatificazioni, visite pastorali, convegni eucaristici, vertici politici
e militari, pellegrinaggi. Per legittimarli, e per assegnare un
compenso "aggiuntivo" ai «soggetti attuatori», ai commissari delegati e a
quelli straordinari che li gestiscono - quasi sempre Guido Bertolaso - a
palazzo Chigi è sempre pronta una disposizione urgente. Che in molti
casi stabilisce un gettone: dal 3,75% al 50% del «trattamento economico
complessivo in godimento».
Sono 628 le ordinanze straordinarie dal
2001 a oggi. Un diluvio di procedure "ad hoc" che hanno permesso al
dipartimento di Protezione civile della Presidenza del consiglio di
bruciare, in nove anni, oltre 10 miliardi di euro. Più di un miliardo
all´anno. Settanta milioni al mese. Quasi 3 milioni al giorno. Un
sistema che ha ingrossato i conti delle centinaia di ditte appaltate a
trattativa privata. O con gare-lampo sottratte alle regole di
assegnazione e controllo della Corte dei Conti. O - vedi Abruzzo -
«sulla base di criteri di scelta di carattere fiduciario».
L´Italia
che emerge dalle ordinanze di Protezione civile è un paese a rischio
ininterrotto. Pronto a sprecare. Calamità naturali, certo. Terremoti,
alluvioni, smottamenti. Mettiamoci pure il traffico di una mezza dozzina
di città, i rifiuti sotto il Vesuvio, le gondole e i vaporetti che
assediano Venezia e «l´eccezionale afflusso turistico» nelle isole
Eolie. Ma in un fritto misto di sacralità, agonismo e alta diplomazia
istituzionale, a Bertolaso&co sono state affidate anche: le visite
pastorali del Papa (800 mila euro stanziati nel 2008 per gli spostamenti
di Benedetto XVI, ogni volta che il pontefice supera le sponde del
Tevere il governo concede la dichiarazione di "grande evento"); i
mondiali di ciclismo di Varese (71 milioni) e quelli di nuoto di Roma
(60 milioni); i congressi eucaristici di Bari (2005, 3 milioni) e Ancona
(2011, 200 mila euro per ora); le Olimpiadi di Torino e i vertici
internazionali come il Nato-Russia del 2002 a Pratica di Mare (5 milioni
solo di telecomunicazioni). E ancora: il semestre italiano di
presidenza europea, la firma della Carta di Roma, il doppio G8
Maddalena-L´Aquila - quello della "cricca" costato 500 milioni - , la
Louis Vuitton trophy. E, trattata come «un evento calamitoso di natura
terroristica», l´influenza suina: 24 milioni di vaccini acquistati dalla
casa farmaceutica Novartis; ne è stato usato uno solo, gli altri 23
sono andati in malora. In tutto una quarantina di eventi. Almeno tre -
secondo le procure di Roma, Firenze e Perugia - hanno prodotto la
«gelatina» della corruzione, il reato di cui è ac-cusato il capo della
Protezione civile.
Il dipartimento al tempo di super Guido è una
macchina del potere. La più veloce, ricca e meno controllata dello
Stato. Un pozzo di San Patrizio che in meno di un decennio - da quando
nel 2001 Berlusconi ne ha fatto un dipartimento della presidenza del
consiglio - si è trasformato in un grande ente appaltatore. In spregio
alle norme sugli appalti e le assunzioni. Tutte per chiamata diretta,
senza concorso (l´ultima infornata ne ha prodotte 200). Gli stipendi,
poi. Dal capo ai funzionari, ce ne sono molti che lievitano grazie alle
indennità: non solo per le emergenze e le missioni, anche per i grandi
eventi.
È qui il nocciolo del potere della Protezione civile.
Decreto varato da Berlusconi il 7 settembre 2001, articolo 5 bis comma
5. La "carta" estende il potere di ordinanza «alla dichiarazione di
grandi eventi (...) diversi da quelli per i quali si rende necessaria la
delibera dello stato di emergenza». Tradotto: una frana è come il G8,
il terrorismo in Iraq come il ciclismo in Insubria. La canonizzazione di
Padre Pio e Josè Maria Escrivà come i tuffi al Foro Italico e la
preregata dell´America´s cup. Risultato: centinaia di milioni che fanno
felici gli amministratori locali. E non solo. «È un´anomalia
istituzionale - tuona il senatore del Pd Mario Gasbarri - . Le ordinanze
le propone Bertolaso, Berlusconi le firma e le emana. In ogni ordinanza
si nomina Bertolaso commissario. E in queste ordinanze lui riceve un
compenso aggiuntivo. Bertolaso, insomma, decide quanti soldi deve
prendere Bertolaso». Il capo della Protezione civile guadagna 236 mila
euro (lordi). Più di ogni altro capo dipartimento. La sua retribuzione
va in deroga alle leggi vigenti (pubblico impiego e contratto nazionale
di lavoro del personale dirigente). Nel 2008 ha dichiarato un reddito
imponibile di 1 milione e 13mila euro (quarto più ricco nel governo), a
fronte di uno stipendio di molto inferiore. «Emolumenti episodici
relativi ad attività svolte negli anni precedenti», ha spiegato in una
nota la Protezione civile. Già. Ma qual è il compenso «aggiuntivo» di
cui - documenti alla mano - Bertolaso pare aver beneficiato in questi
anni? Per quanto Repubblica ha potuto sin qui verificare, ci sono una
serie di ordinanze, almeno 12, emanate dalla Presidenza del consiglio
tra aprile 2002 e giugno 2009, nelle quali è indicato un compenso extra
per il commissario degli eventi. Che risponde quasi sempre al nome di
Bertolaso. Lo "scalino" standard ammonta al 3,75%. Da calcolarsi sul
«trattamento economico complessivo in godimento». Esempi. Il G8, il 50°
anniversario della firma dei trattati di Roma, il congresso eucaristico
di Ancona (in programma l´anno prossimo e già affidato al
sottosegretario B.). In altri casi, come per il pellegrinaggio a Loreto
del 2007, palazzo Chigi elargisce ai soggetti attuatori un´indennità
pari al 50% del «trattamento economico». «Vorremmo capire se il compenso
per Bertolaso è cumulativo o se lo è stato - ragiona Antonio Crispi,
funzione pubblica Cgil - , lo chiederemo al segretario generale della
presidenza del consiglio dei ministri». È un ginepraio il sistema di
ordinanze di Protezione civile. Spesso, a un certo punto, la traccia che
indirizza ai cachet si perde. Ecco alcune procedure urgenti. Emergenza
terrorismo internazionale (2003, ancora in vigore, «retribuzione da
determinarsi con successivo provvedimento del ministro dell´Interno); le
frane di Cosenza (dal 2005 al 2010, compenso che Repubblica ha potuto
stimare in circa 32 mila euro per il solo 2009 a favore del commissario
straordinario); anniversario della firma dei trattati di Roma (2006,
3,75%); G8 (2007, 3,75%); congresso eucaristico di Ancona (2008, 3,75%).
«Più ordinanze propone e più Bertolaso guadagna?», attacca Gasbarri.
Che
con le ordinanze si sia fatto prendere un po´ la mano, del resto, lo ha
ammesso lo stesso sottosegretario. «Forse il ricorso ai poteri di
emergenza è stato un po´ eccessivo» ha detto a Panorama il 25 febbraio
scorso. «Purtroppo, da servitore dello Stato, ogni volta che mi hanno
sottoposto un problema, io sono intervenuto. Mi sembrava il modo
migliore per fare andare avanti il paese». 800 dipendenti, una rete di
1milione e 300mila volontari, ultimo bilancio 2 miliardi e 72 milioni di
cui 1,2 miliardi destinati ai mutui accesi per i lavori di
ricostruzione e solo 31 milioni all´attività di "previsione e
prevenzione" (la ragione sociale della Protezione civile). Uno «Stato
nello Stato», lo definisce Manuele Bonaccorsi in "Potere assoluto". Con i
piedi ben piantati nei grandi eventi. Meno sulla salvaguardia
dell´ambiente. «Se non tuteli il territorio non tuteli la vita umana, di
cui sei diretto responsabile - dice ancora Antonio Crispi - . Bisogna
togliere alla Protezione civile i grandi eventi, cambiare il sistema».
Quello che munge milioni allo Stato anche per un pellegrinaggio o una
gara di ciclismo. "Emergenze" che per molti funzionari valgono il 30% in
più dello stipendio. E altri cotillon. Lo dice chiaro l´ordinanza per i
campionati di ciclismo di Varese: «Ai componenti della struttura
commissariale», oltre all´indennità di missione, «spettano 100 ore
mensili di straordinario forfaittario».
p.berizzirepubblica.it