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Luca Sani interviene sull'inchiesta che ha coinvolto Agrideco

«Chiesta un'audizione del comandante dei Noe in commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Capire se è un episodio a sé stante o se rischiamo di diventare terra d'elezione per la criminalità organizzata. Bisogna modificare il decreto Matteoli che ha liberalizzato i rifiuti speciali»

Tutta l'attenzione sui Rsu, ma gli speciali prodotti sono molti di più

 

«La vicenda giudiziaria che ha interessato l'Agrideco di Scarlino - spiega Luca Sani - ha contorni preoccupanti per più di un motivo. Per questo, insieme ad altri parlamentari del Partito democratico, ho chiesto un'audizione urgente del comandante del Noe dei Carabinieri in sede di Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.

Il problema, a mio modo di vedere, va considerato sotto due punti di vista. Da una parte va capito se questa vicenda è a sé stante, oppure se la Toscana e la provincia di Grosseto rischiano di diventare terra d'elezione per le infiltrazioni della criminalità organizzata e delle eco-mafie, magari anche in virtù di relazioni di natura politica.

Un secondo aspetto, non meno fondamentale, riguarda l'impostazione della normativa nazionale sui rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi. Il decreto Matteoli ha impresso un'accelerazione notevole alla liberalizzazione in questo settore, rendendo di fatto liberamente commerciabile ogni tipo di rifiuto speciale, come ad esempio il Cdr che proprio Matteoli ha riclassificato. Questo ha avuto come conseguenza che la gestione del ciclo dei rifiuti, invece di avere come obiettivo principale la tutela ambientale, sia diventato un business orientato prevalentemente al profitto, e quindi molto appetibile per le organizzazioni criminali.

Generalmente tutta l'attenzione è indirizzata ai rifiuti solidi urbani (Rsu) che, pur essendo i più "innocui", sono praticamente sottoposti ad un rigido regime di controllo e programmazione pubblica. I rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, non solo presentano problemi molto più complessi di gestione, ma vengono prodotti in quantità enormemente superiore rispetto ai Rsu. A causa della scarsità di impianti specifici di trattamento, inoltre, gli "speciali" viaggiano in lungo e in largo per l'Italia, rendendo molto più difficile il controllo sulla correttezza del loro trattamento e delle pratiche di smaltimento. È Chiaro, pertanto - conclude Sani - che bisogna agire intanto sul terreno legislativo e regolamentare, e poi occorre migliorare l'efficacia dei controlli. Se non sarà affrontato in quest'ottica, il problema dei rifiuti speciali rimarrà tale e dovremmo continuare a sperare nell'intervento del Noe».

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